Cosa vedere al museo archeologico di Palestrina

Palestrina

Cominciamo con un nuovo tour molto interessante rigardo la città di Palestrina che si trova a soli 30 km da Roma. Vedremo in questo articolo cosa vedere al museo archeologico di Palestrina 

Il Museo Archeologico di Palestrina è situato nel Palazzo che in epoca medievale  venne edificato   laddove insisteva la parte sommitale del Santuario della” Fortuna Primigenia.”

Questo Palazzo fu costruito dalla famiglia Colonna signori di Praeneste già a partire dall’anno 1000 e  subì delle  sostanziali modifiche   nel XVI sec.  Acquisito  nel 1630 da Carlo Barberini,fratello del Papa Urbano VIII, il Palazzo venne  trasformato completamente nella forma che ancora oggi mantiene. Con la sola aggiunta della Chiesa dedicata a S.Rosalia ubicata accanto  al Palazzo dove per un certo periodo di tempo fu collocata la Pietà Barberini.

La quale fu attribuita a  Michelangelo e che oggi si trova esposta nella Galleria dell’Accademia a Firenze. In alcune sale del Museo sono ancora oggi visibili gli affreschi risalenti a questo periodo opera dei fratelli Zuccari.

Esponenti  della corrente del Manierismo che ritroviamo anche a Tivoli nella Villa D’Este. Nella prima sala a sinistra dell’atrio viene rappresentato il Parnaso con Apollo tra le nove Muse a cui si alternano scene di paesaggi marini  con gli stemmi e le insegne  della famiglia Barberini quali il “disco del sole.”

Al secondo piano invece nella cd.Sala dei Trofei troviamo traccia di  affreschi risalenti al periodo della famiglia Colonna. Sottolineati da riquadri di paesaggi e motivi di ispirazione classica poi sostituiti all’epoca dei Barberini  da una serie di trofei cui si alternano rappresentazioni di cariatidi e telamoni.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale il Palazzo passò in mano allo Stato Italiano e riattato a Museo;aperto al pubblico nel 1956 troviamo una collezione di manufatti che ripercorrono la storia di Praeneste e la sua produzione artistica in un arco cronologico che va dal periodo repubblicano a quello imperiale.

Cosa vedere al museo archeologico di Palestrina !

La visita guidata ha inizio dall’atrio  e permetterà di affrontare a partire dal piano terra  diverse tematiche quali l’importantissimo culto  della  Fortuna Primigenia  a Praeneste. Vedremo nelle sale espositive successive   esempi di statuaria ellenistica e iconica dal periodo repubblicano a quello imperiale per passare alla documentazione epigrafica.

Il secondo piano invece è dedicato ai santuari e agli altri culti presenti in città,quale quello di Ercole, e alle necropoli con tutti i loro corredi funerari, busti, cippi  etc. provenienti dal territorio prenestino.

Il terzo piano è invece dedicato al Mosaico Nilotico e alla presenza di un plastico ricostruttivo con scala 1:50 che ci fa veder come era originariamente il santuario della Fortuna primigenia al momento della sua costruzione.

Nel percorso museale rientra anche la visita al criptoportico relativo alla terrazza più grande del santuario,nel cui interno sono allestiti manufatti lapidei  riguardanti sempre il territorio di Praeneste. Vediamo ora nel dettaglio cosa vedere al museo archeologico di Palestrina; i manufatti più importanti che troviamo nelle singole sale a partire dal piano terra.

Sala I del Museo archeologico di Palestrina

L’ala a sinistra dell’atrio presenta nella Sala I manufatti pertinenti al culto di Fortuna.

Pregevole  la Statua colossale di Iside –Fortuna del II sec.a.C  in marmo bigio dell’isola di Rodi mentre le parti mancanti quali la testa erano in marmo bianco.

La dea  Fortuna viene assimilata a quella di Iside (sincretismo religioso) perché entrambe avevano prerogative femminili e materne tipiche delle due divinità.

Questo doppio culto della dea fortuna che ha capacità oracolari ma venerata anche per le sue prerogative femminili veniva  praticato nel Tempio sommitale e nella terrazza degli Emicicli del Santuario.

Sempre nella stessa Sala troviamo il Gruppo delle Fortune su portantina del I Sec.a.c. Si tratta di due piccole figure acefale una di tipo matronale l’altra giovanile  che rappresentano le Fortune  su fercula ossia poggiate  su una portantina in quanto venivano portate in processione .

Fa seguito nella stessa Sala una Testa di Fortuna  del II sec.a.C che venne trovata accanto al  pozzo  delle “sortes.”

Sala II

La sala IIespone una serie di statue femminili acefale in marmo greco di età ellenistica ,fine sec.secolo a.C che rappresentano dame prenestine, una Statua di Afrodite, Statua di Musa seduta eseguite da scultori greci trasferiti nel territorio di Praeneste  che testimoniano i contatti commerciali che questa città aveva intessuto con l’Oriente durante questo periodo.

Sala III

Sala III è esposta la Statuaria Iconica ossia  relativa alle immagini,qui troviamo una serie di ritratti dove c’è una ricerca fisionomica. Generalmente queste immagini rappresentavano gli antenati della famiglia e venivano collocati nell’atrio della casa. Lungo le pareti sono poi collocate basi di statue iconiche che rappresentavano personaggi illustri della città rapresentati in veste di eroi o divinità.

Sala V: L’età augustea nel Museo archeologico di Palestrina 

Pace, sicurezza e prosperità sono questi i principi che stanno alla base del nuovo corso politico inaugurato dall’Imperatore Augusto.Questa propaganda politica viene manifestata nell’arte attraverso scelte iconografiche precise. In questa sala notevole è il Rilievo della serie  Grimani con un cinghiale che allatta i suoi cuccioli.Attraverso l’arte si vuole celebrare il ruolo salvifico di Augusto e la pace raggiunta durante questo periodo. Accanto a questo manufatto troviamo due Altari gemelli dedicati alla Pax di Augusto e una Base di un Candelabro Neoattico sui cui lati sono raffigurati Dioniso, una Menade e un Satiro.

Sala  VI  dedicata al periodo imperiale

Notevole è il Rilievo con la raffigurazione del Trionfo di Traiano che avanza su una quadriga, a seguri un Busto di ritratto femminile del II sec. d.C in marmo pario che ci rappresenta una dama con acconciatura raccolta tipica di questo periodo. Degno di nota è la Statua del Satiro  del I sec.d.C in riposo il cui corpo è in parte rivestito da una pelle di pantera. Si tratta di una copia da originale greco realizzato da uno degli artisti più importanti della Grecia ossia  Prassitele  nel 340 a.c.  e che Romani amavano particolarmente, le sue opere infatti furono riprodotte in centinaia di repliche.

Sala VII

Nella VII SALA  sono esposti documenti epigrafici ossia iscrizioni pertinenti al territorio prenestini che chi danno informazioni   utilissime riguardo alla storia della città ,da un punto di vista religioso, politico, il culto dei morti etc. Interessante è l’altare funerario dedicato al medico defunto dove vengono rappresentati anche gli strumenti del mestiere. Un’ altra iscrizione ricorda la costruzione di una cucina pubblica ad opera di due quaestores appartenenti alla gens Saufeia.

Sala VIII

L’ultima sala del piano terra infine la Sala VIII è dedicata a manufatti riconducibili alla presenza di altri culti, accanto a quello della Fortuna,presenti a Praeneste, quali una statuetta di Mitra  in costume orientale, una statuetta di Cibele, testa di Atena e dediche offerte a Giove Ottimo Massimo.

Cosa vedere al Museo archeologico di Palestrina nel secondo piano. 

Sala XV

A partire dall’ala orientale nella Sala XV  troviamo esposti i reperti relativi alla decorazione architettonica fittile dei  Templi presenti in città.Troviamo terracotte realizzate in parte a stampo  quali lastre di rivestimenti, elementi che ricoprivano il frontone,antefisse e che servivano a proteggere e a decorare le strutture in legno degli edifici in questione. Nella suddetta sala è esposta ad esempio una magnifica antefissa con rappresentazione di satiro. Pregevole è il fregio in terracotta con grifomachia del III sec.a.C

SALA XIV e XIII

In questa sala sono visibili le offerte votive in terracotta pertinenti al culto di Ercole e ad altri culti presenti in città che i pellegrini dedicavano alle divinità in cambio di grazie.

Troviamo statuette di offerenti, di divinità, di animali, di bambini in fasce, offerte votive che riproducono anche organi del corpo. Tutti questi doni propiziatori e di ringraziamento venivano realizzati da officine locali specializzate nella lavorazione dell’argilla e nella tecnica dello stampo che permetteva di realizzare in serie decine e decine di manufatti. Nelle vetrinette tra i votivi anatomici si riconoscono. Visceri, genitali, uteri, orecchie. Troviamo nelle vetrine anche oggetti di uso quotidiano quali vasi, lucerne  e una bellissima Statuetta in bronzo di giovane nudo del V sec.a.C

SALA XI

Questa sala è destinata ai corredi funerari  provenienti dalle necropoli del periodo medio repubblicano(IV  III sec.a.C)  della città. Troviamo esposti nelle vetrine specchi con testa di Minerva incisa, un prezioso pettine in avorio con degli amorini e poi troviamo delle splendide Ciste Prenestine in bronzo che erano dei veri e propri beauty-case che contenevano gli oggetti destinati alla cura della bellezza femminile.

Splendida è una scatolina in legno a forma di paperella  che conteneva polveri colorate destinate al trucco femminile. Seguono la SALA X E IX  dove sono esposti cippi e segnacoli provenienti dalle necropoli locali  e che servivano a contrassegnare la tomba del defunto. Per le donne era usanza realizzare busti femminili idealizzati con l’iscrizione recante il nome della defunta.

Nella sala successiva troviamo esposto un coperchio  di un sarcofago decorato in tufo che risale al 380 a.C dunque uno dei più antichi mentre nella vetrinetta accanto è esposto un corredo funerario femminile composto da uno specchio,una spatola per il trucco,un unguentario in alabastro e varie ceramiche a vernice nera.

L’ultimo Piano del Museo ospita il famoso Mosaico Nilotico nonchè un plastico ricostruttivo del Santuario della Fortuna Primigenia. Il mosaico  policromo di dimensioni notevoli era in origine il pavimento di un abside pertinente a una aula situata accanto all’antico Foro ,forse un Iseo ossia dedicato al culto di Iside, della città di epoca ellenistica ( II sec.a.C). Esso rappresenta una sorta di carta geografica dell’Egitto durante l’inondazione del fiume Nilo  e deriva da un originale pittorico.

Per informazioni non esitate a contattare il centro guide turisiche di Palestirina